18 Novembre 2007

ORA BASTA: SCIOGLIETE I GRUPPI ULTRAS!!!


E’ circa un mese che non scrivevo più. Cose che sono capitate sia a me che intorno mi hanno un po’ distratto dal curare questo spazio. Adesso però, voglio provare a ricominciare. E voglio farlo con una campagna che mi sta molto a cuore: tutti gli appassionati di sport, ed in particolare di calcio, devono prendere il coraggio a due mani ed iniziare una importante guerra contro gli Ultras. Quello che è successo domenica sera a Roma, quello che succede ormai da troppo tempo negli stadi italiani, deve farci capire che questi sono dei veri e proprio gruppi eversivi, associazioni a delinquere, indipendentemente dal loro credo calcistico e politico.

 

COSA SONO GLI ULTRAS – Nati intorno agli anni ’70 come imitazione del modello inglese della tifoseria organizzata, questi si distinguono dalle organizzazioni di tifo tradizionali (i cosiddetti club) perché non aderiscono ad alcun centro coordinamento (supervisionati dalle società), si muovono autonomamente e seguono una filosofia di tifo estremo, solitamente politicizzato, teso alla supremazia del proprio gruppo sia su quelli delle altre squadre, sia su gli altri gruppi ultras del proprio team di riferimento. Non importa che la squadra vinca o perda, giochi in Coppa dei Campioni o in serie D, la partita ultras si gioca sugli spalti, a colpi di cori, striscioni ma anche del contatto fisico. Lo scopo del gruppo ultrà è quello di diventare padrone dello stadio, essere il Re della curva, conquistare il “palazzo del governo” sugli spalti ed anche fuori. Che alla fine la propria squadra del cuore porti via i tre punti, è una cosa in più: l’importante è la supremazia.

 

ORGANIZZAZIONE GERARCHICA – Rispetto, onore, comando. Aggettivi che rimandano alle gerarchie militari o a quelle politiche nei regimi dittatoriali. Sono gli aggettivi che caratterizzano la filosofia e lo stile di via degli ultras. Professionisti o operai nella vita privata, in questa vera e propria organizzazione carbonara, diventano soldati arruolati per vincere la guerra domenicale che si combatte negli stadi: i capi ultras hanno nome, cognome ed un soprannome di battaglia, sono rispettati, temuti. Quando parlano loro, gli altri devono stare zitti, “altrimenti so’ botte”. Decidono i cori, gli slogan, ma questo è il minimo: fanno proseliti tra i giovanissimi, insegnano loro “la mentalità”, incominciano dai piccoli corpo a corpo negli autogrill o fuori dallo stadio per strappare un trofeo ai loro rivali (che di solito è una sciarpetta o un cappellino), li utilizzano per nascondere e introdurre allo stadio coltelli, sassi e quant’altro e pian piano li portano sulla via dell’obbedienza, del rispetto e, quindi, della violenza. Così loro faranno altri proseliti. E piano piano i risultati calcistici della loro squadra del cuore perdono d’importanza: ciò che conta è essere temuti, rispettati, ed il timore ed il rispetto, in mancanza di evidenti capacità intellettuali, si guadagnano attraverso la violenza.

 

GEMELLAGGI IMPROBABILI – Gli ultras, per sentirsi più forti, si uniscono tra di loro, ed individuano nemici comuni. Inter e Lazio, sul campo di gioco, nel corso della storia se ne sono fatti di dispetti reciproci, non ultimo lo scudetto perso dai nerazzurri all’Olimpico all’ultima giornata. Ma, come dicevamo, il risultato sportivo non conta: i gemellaggi si fanno per ideologie politiche ed interessi simili, per amicizie personali tra i capi ultrà o per sostegni riguardo questioni giudiziarie o scontri avvenuti con altre tifoserie. Il tifoso tradizionale, prima di andare allo stadio, è costretto ad informarsi prima se le due curve sono amiche o nemiche.

 

PERCHE’ SCIOGLIERLI – Ormai la situazione è insostenibile: bisogna che lo Stato consideri i gruppi Ultras come associazioni a delinquere: non tutti i mafiosi uccidono, non tutti i camorristi ammazzano, non tutti i brigatisti hanno fatto attentati. Bisogna far conto che questi gruppi sono, appunto, come la Mafia, come le Brigate Rosse o come i Nar. Chi vuole fare un gruppo organizzato, deve iscriversi al centro coordinamento come tutti i club: altrimenti sei un abusivo, un clandestino. Vi siete mai chiesti perché durante le partite della Nazionale non succede mai nulla? Perché non ci sono gli Ultras e perché non c’è una società dietro, ma la Federazione. E qui tocchiamo un altro punto fondamentale: società e business.

 

SOCIETA’ E BUSINESS – E’ inutile nasconderci che i presidenti coprono gli ultras. Sentivo dire che Lotito è l’unico ad essersi messo contro le tifoserie: beh, è semplice, perché gli Irriducibili sono talmente ben organizzati che hanno formato una Srl che gli permette di vendere gadget (senza mai usare il marchio Lazio e addirittura i colori biancocelesti, come dimostrano le sciarpe gialle e blu) e muovere un giro di denaro talmente grande che qualche anno fa, grazie all’operazione Chinaglia, stava addirittura permettendo di acquistare la società!

Insomma, la conclusione è: perseguiamo gli ultras, smantelliamo queste organizzazioni a delinquere, facciamo piazza pulita negli stadi e, finalmente, tutti potremo goderci lo sport più bello del mondo senza paura di tornare a casa con le ossa rotte!!!

4 commenti

  • Talib

    ...

    appoggio ;)
    Scritto il: 02/04/2008 19:03:27
  • DANIELE

    UN PICCOLO PUNTO DI VISTA

    Dare un giudizio sulla realtà degli ultras è un po complicato.Questo perchè il campo è vasto,molto vasto e carico di argomenti.
    La realtà che racconti è dura,ma la realtà sta nel fatto che talvolta è anche peggio.Da grande tifoso della Roma,ricordo quando si insediò la famiglia Sensi,che da una parte era circondata dalla dura eredità rilasciata a livello di indebito economico da parte delle gestione Ciarrapico,e dall'altra caratterizzata dal folcroristico,purtroppo non più tra noi,cavallo pazzo.Si ricordo in fatti le discese in campo di questo simpatico uomo che interveniva in ogni partita della Roma.Tutti ci abbiamo riso.Tutti lo abbiamo simpatizzato in quanto le sue invasioni di campo erano pacifiche,ma nessuno si è chiesto::"perchè lo fa?".bhe,la risposta è semplice.Invadeva perchè protestava contro la famiglia Sensi,rea di aver tagliato i fondi agli ultras per le trasferte.E lui,mediante questa sua comporsa in campo portava la società a pagare ammende salassate.Era il suo modo di fare un danno a qualcuno.Ho raccontato questo piccolo aneddoto per dire che le società sono ricattate da questi facinorosi.Oggi il mio stato d'animo è allibito,da molti fattori.In primis perchè qui non è più possibilòe andare a vedere una partita,che,se ci si incontra in autogrill ci si deve pistare o ammazzare.A cosa serve che oggi sulla bara del ragazzo ucciso,rappresentanti ultras,mettano sciarpe di Roma,Juve,Inter;napoli ed altre quando poi però in autogrill,o nelle stazioni ci si fà la guerra?questa a casa mia si chiama IPOCRISIA.La stessa con cui si parla di questi fattacci solo quando ci scappa il morto.Si,in questo caso è diverso,perchè il ragazzo non è morto per il calcio,ma a quanto sembra per causa di un folle che giocava a fare l'eroe esaltato del momento.Ma è altrettanto vero che il calcio ha scatenato la lite,e ciò che è avvenuto a Roma e Bergamo successivamente.Però nessuno dice che gli incidenti,i feriti,gli scontri con la polizia avvengono sistematicamente ogni domenica,eppure nessuno ne parla,talvolta le trasmissioni giornalistiche raccontano per un ora di Adriano e le foto del festino piuttosto che di questi duri fatti di cronaca.
    Tre perchè negli stadi entrano tombini,motorini,coltelli,fumogeni ecc ecc.Perchè non facciamo come in Inghilterra e proibiamo l'uso di bandiere,aste,fumogeni,striscioni e lasciamo la possibiltà di introdurre solo le sciarpe?Perchè non lasciamo che gli stadi vengano gestiti dalle società stesse?E che a loro volta si occupino anche dell assunzione di stuart,veri,che guardano il pubblico invece di guardare la partita?.Voglio raccontare un altro episodio.Roma contro Chievo verona,mi sembra quattro anni fa,terzultima di campionato.Un addetto della società si sbaglia a timbrarmi l abbonamento.Vado cosi indietro e quello mi manda da un poliziotto che a sua volta mi spedisce da un suo superiore.Non mi intendo di gradi ma penso fosse un maresciallo almeno.Bhè guardava il mio cartellino come si guarda un E.T.,fino a che un ragazzone non gli si avvicina e gli fa:"va ok,fallo passa!".
    Li ho pensato per un attimo che si trattasse di un collega in borghese.
    No.Era Zappavigna,ultrà storico della Roma,scomparso tragicamente in un incidente stradale,che dava ordine ad un ufficiale.SCANDALOSO.La polizia si faceva dirigere da un capo ultrà.
    Un ultima cosa.Ma non per importanza.
    Anche la politica deve uscire dallo stadio.
    Devono uscire i cartelloni.
    Devono uscire gli striscioni.
    E devono uscirne anche gli interessi.L'altra sera in tv Lotito,il Presidente della Lazio,faceva il moralista sulla sua curva,sulla sua lotta agli estremisti di destra,sulla sua lotta a favore della moralizzazione del calcio.L'ipocrisia è brutta.Specie quando un imprenditore,vuole mostrarsi come il buon samaritano della situazione,e di fatto non lo è.Lotito è entrato nello spost per la politica.I soldi che ha dovuto tirar fuori per sistemare la Lazio,e che ha rimesso,ne ha profumatamente ri-guadagnati,grazie a tutti quegli appalti presi assieme alla gestione Storace.Si,perchè le ditte hanno vinto moltissimi appalti in Regione,e ne i Ministeri,e noi sappiamo che appalti li valgno molto.Un rapporto di amicizia e colllaborazione tra i due lazialotti tale da collaborare assieme nei periodi di campagna elettorale,sopratutto nelle curve.Poi in tv mi parla della moralizzazione e della fuorioscita delle politica e degli estremisti di destra?Totò diceva:"Ma mi faccia il piacere"!

    DANIELE PERELLO
    www.danieleperello.it
    Scritto il: 18/11/2007 23:29:35
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