23 Agosto 2007

TRA BUONISMO E PAURA



L’equazione extracomunitario-delinquenza è diventata nell’Italia del pensiero unico un dato di fatto. Il primo indiziato è sempre straniero. Questa sensazione, vera o falsa che sia, l’italiano la vive sulla sua pelle, tutti i giorni. Ai semafori con il lavavetri e il mendicante. Nei centri cittadini con i bambini per terra a chiedere l’elemosina. Nei viali con le ragazze e i ragazzi minorenni costretti a prostituirsi, una vera pedofilia di massa. Se castrassero chimicamente gli italiani che li caricano ci estingueremmo. Con i furti dei minorenni Rom alla luce del sole, alla Stazione Centrale di Milano o alla Stazione Termini di Roma. L’illegalità del povero, dello sfruttato, di chi non ha niente da perdere, dello schiavo bambino è sempre più evidente. Sempre più pesante, più opprimente. In qualunque conversazione esce dal cappello l’uomo nero nordafricano o il feroce slavo. La cronaca quotidiana è un bollettino di guerra. Stupri, omicidi, incidenti stradali.
Chi prende l’aereo, toglie giacca, cintura, orologio, tutto quello che ha in tasca, le scarpe. Si tiene i pantaloni con le mani e pensa al terrorismo. Ai clandestini che arrivano a Lampedusa dal nordafrica. Mi domandavo se erano controllati come un cittadino italiano a Fiumicino. Se fossi Al Qaeda userei i barconi, non l’aereo.
Il razzismo all’italiana cosa produrrà? Un neo fascismo? Ghetti? Pogrom? E chi alimenta questa deriva? E perchè? L’accoglienza dovrebbe avere delle regole. La prima è che chi entra deve essere accolto come un essere umano: lavoro, casa, diritti civili. La seconda è che chi entra irregolarmente commette un reato, va messo in galera. Il foglio di via con qualche giorno di tempo per lasciare l'Italia è una barzelletta che non fa più ridere. La terza è che chi commette un reato lo sconta a casa sua. L’indulto ha svuotato le prigioni da cittadini stranieri, era sufficiente un rimpatrio. A chi fa comodo questa situazione? Non agli stranieri regolari che pagano per tutti, non a chi abita nelle periferie urbane o nei pressi di campi rom abusivi. Non alla salute civica di questa nazione. Incassano i politici, la sinistra e la destra. La prima con il buonismo dei salotti, la seconda con la paura del diverso. Per loro il clandestino si pesa in voti.

1 commento

  • exenia

    un sogno

    "Oggi ho un sogno!
    Ho un sogno, che un giorno...propriò là nell'Alabama, i bambini neri e le bambine nere potranno prendere per mano bambini bianchi e bambine bianche, come fratelli e sorelle.
    Oggi ho un sogno"

    M. L. King

    E a tutt'ora, di quel sogno, nemmeno un'ombra di realtà...
    Basta poco per capirlo.
    Vuol dire che in fondo, nessuno vuole davvero che ciò accada, perchè la vita negli stretti e ottusi confini di ciò che chiamano nazionalità fa ancora troppo comodo, anche oggi.
    Scritto il: 24/08/2007 11:01:50
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