21 Agosto 2007

UN GRANDE PROGETTO... UNA SPLENDIDA REALTA'



Il futuro del rock’n’roll? L’Orchestra di Piazza Vittorio.
È una possibilità, non uno scherzo. 15 musicisti, 11 paesi, 3 continenti, 8 lingue, e un solo direttore, Mario Tronco (Avion Travel) che, insieme al gruppo di Apollo 11, l’ha tirata su a partire da un sogno di suoni e integrazione nato in un quartiere storico di Roma, dove si respirano gli odori della città eterna mescolati a quelli di tutti i continenti. Musica che fa battere il tempo a chiunque, capace di catturare ogni gamma di orecchio, dal più raffinato al più distratto. Musica da canticchiare, da ballare, da gustare in santa pace. Blues, jazz, etnoworld? India, Africa, Latinoamerica? Tutto questo e niente di tutto questo. Una Babele che, dopo la punizione divina, si è organizzata. Un ensemble pieno di frontmen capace di far scrivere di sé dal musicologo, al sociologo, al giornalista di costume.
L’Orchestra di Piazza Vittorio è un “prodotto” senza target, è il vero pop, o meglio quello che il pop era una volta. Pop come si disse dei Beatles nei lontani anni ’60. Qualità e democrazia. L’Orchestra di Piazza Vittorio è il modello di un mondo possibile e migliore nelle orecchie: un mondo pieno di diversità in cui però i Caschi Blu timbrano il cartellino e muoiono di noia.
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