20 Agosto 2007

I PRIVILEGI DEI PARLAMENTARI... ECCO PERCHE' VA CAMBIATO TUTTO!!!



Trattamento economico

La prima voce è l'indennità, quella che nel linguaggio comune è definita "stipendio", seguono la diaria e i rimborsi: per le "spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori", per le spese accessorie di viaggio e per i viaggi all'estero, per le spese telefoniche. Completano la scheda le voci sull'assegno di fine mandato, le prestazioni previdenziali e sanitarie e sui trasporti.

Indennità parlamentare
L'indennità, prevista dalla Costituzione all'art. 69, è determinata in base alla legge n. 1261 del 31 ottobre 1965. È fissata in misura non superiore al trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate. Tale misura è stata rideterminata in riduzione dall'art. 1, comma 52, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria per il 2006). L'indennità è corrisposta per 12 mensilità. L'importo mensile - che, a seguito della delibera dell'Ufficio di Presidenza del 17 gennaio 2006, è stato ridotto del 10% - è pari a 5.486,58 euro, al netto delle ritenute previdenziali (€ 784,14) e assistenziali (€ 526,66) della quota contributiva per l'assegno vitalizio (€ 1.006,51) e della ritenuta fiscale (€ 3.899,75).

Diaria
Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa legge n.1261 del 1965. La diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili. Tale somma viene ridotta di 206,58 euro per ogni giorno di assenza del deputato da quelle sedute dell'Assemblea in cui si svolgono votazioni, che avvengono con il procedimento elettronico. È considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell'arco della giornata.

Rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori
A titolo di rimborso forfetario per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori, al deputato è attribuita una somma mensile di 4.190 euro, che viene erogata tramite il gruppo parlamentare di appartenenza. Ai deputati non è riconosciuto alcun rimborso per le spese postali a decorrere dal 1990.

Spese di trasporto e spese di viaggio
I deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale. Per i trasferimenti dal luogo di residenza all'aeroporto più vicino e tra l'aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l'aeroporto più vicino al luogo di residenza, ed a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km. I deputati, qualora si rechino all'estero per ragioni di studio o connesse all'attività parlamentare, possono richiedere un rimborso per le spese sostenute entro un limite massimo annuo di 3.100,00 euro.

Spese telefoniche
I deputati dispongono di una somma annua di 3.098,74 euro per le spese telefoniche. La Camera non fornisce ai deputati telefoni cellulari.

Assistenza sanitaria
Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 4,5 per cento della propria indennità lorda, pari a 526,66 euro, destinata al sistema di assistenza sanitaria integrativa che eroga rimborsi secondo quanto previsto da un tariffario.

Assegno di fine mandato
Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 6,7 per cento della propria indennità lorda, pari a 784,14 euro. Al termine del mandato parlamentare, il deputato riceve l'assegno di fine mandato, che è pari all'80 per cento dell'importo mensile lordo dell'indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).

Assegno vitalizio
Anche in questo caso, il deputato versa mensilmente una quota - l'8,6 per cento, pari a 1.006,51 euro - della propria indennità lorda, che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi, come previsto da un apposito Regolamento approvato dall'Ufficio di Presidenza il 30 luglio 1997. In base alle norme contenute in tale Regolamento, il deputato riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età diminuisce fino al 60° anno di età in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti. Lo stesso Regolamento prevede la sospensione del pagamento del vitalizio qualora il deputato sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale. L'importo dell'assegno varia da un minimo del 25 per cento a un massimo dell'80 per cento dell'indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.

Senza voler tirare fuori vari “privilegi” (ristorazione, trasporti, tessere varie, barbieri, dentisti ecc.) si può rilevare che l’indennità di un parlamentare che si presenta regolarmente ai lavori della Camera, ammonta a 13.679,69 €uro netti mensili. A fine mandato poi riceve un assegno (che equivale al TFR dei lavoratori dipendenti) pari a 9.409,68 €uro per anno di mandato o frazione superiore ai sei mesi, che in pratica equivalgono a circa altri 780 €uro mensili.
A questi aggiungansi i rimborsi ed indennità per spese di trasporto, telefoniche, ecc. che ammontano a circa €uro 16.390 annui, ma che essendo rimborso di costi non li si può considerare emolumenti.
A parte gli importi, che collocano i nostri parlamentari al primo posto fra i meglio pagati della Comunità Europea (e fors’anche del mondo) o il fatto che hanno diritto all’assegno vitalizio dopo 30 mesi di carica, volendo non polemizzare ci sono da dire almeno due cose:
- la prima che “E’ considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell'arco della giornata.” Per fortuna che questo, stante l’impegno in commissioni ed altro capita raramente, poiché vuol dire che con 3 ore di presenza gliene vengono riconosciute 8.
- la seconda che non è indicato nell’atto di presentazione delle paghe è che, essendo i manager pubblici gli unici lavoratori in Italia a godere della scala mobile, ed essendo l’indennità dei parlamentari legata a quella dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate, anche i parlamentari beneficiano degli aumenti derivanti appunto dalla scala mobile.

I Parlamentari Europei
L’Europa si allarga sempre più e crescono pure i parlamentari europei. Questi parlamentari percepiscono uno stipendio che viene pagato dalla nazione che rappresentano. Noi italiani anche su questo vogliamo strafare e siamo quelli che meglio paghiamo i nostri parlamentari in Europa. Anche qui siamo i primi, come primi siamo per auto blu, per debito pubblico, per imposizione fiscale e per tante nefandezze.
Gli stipendi lordi percepiti dai parlamentari europei sono questi:

Italia 149.215
Austria 105.527
Germania 84.108
Irlanda 83.706
Gran Bretagna 82.380
Grecia 73.850
Belgio 72.017
Danimarca 69.768
Olanda 66.782
Lussemburgo 63.791
Francia 63.093
Finlandia 62.640
Svezia 61.704
Slovenia 49.860
Cipro 48.960
Portogallo 48.285
Spagna 39.463
Polonia 28.056
Estonia 23.064
Malta 17.082
Repubblica Ceca 16.900
Lituania 14.196
Lettonia 12.900
Repubblica Slovacca 10.656
Ungheria 10.080

I nostri Parlamentari quindi percepiscono il doppio dei Greci, il triplo degli Sloveni, il quadruplo degli Spagnoli per arrivare a 14 volte in più degli Ungheresi. Oltre a quello stipendio hanno altri appannaggi e privilegi, come il rimborso aereo, nella classe più costosa, per loro ed i loro collaboratori e questo senza alcun obbligo di presentare documentazione. Fra le indennità e benefit vari ci sono 3.785 euro mensili per spese generali, 571 euro settimanali per spese di viaggio, 3.786 euro annui per indennità di viaggio, 268 euro giornalieri di soggiorno per i periodi in cui restano fuori sede e, ciliegina sulla torta, 14.865 euro all’anno di indennità per gli assistenti.
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