31 Agosto 2007

IO SONO L'ALBERO



You have still me - Sam Weber (www,sampaints.com)
 
30 Agosto 2007

EVENTI INCONTROLLABILI...



Britney Spears sotto inchiesta per abuso su minori: avrebbe fatto ascoltare ai figli ben due dischi del suo repertorio.
 
28 Agosto 2007

UN PO' DI STORIA... LA PRIMAVERA DI PRAGA



(nella foto Jan Palac, studente ed eroe della Primavera di Praga)

(Fonte Wikipedia)

La Primavera di Praga, (in ceco Pražské jaro) è stato un periodo storico di liberalizzazione avvenuto in Cecoslovacchia a partire dal 5 gennaio 1968 e durato fino al 28 agosto dello stesso anno, quando un corpo di spedizione dell'Unione Sovietica e dei suoi alleati del patto di Varsavia (ad eccezione della Romania) invase il paese.

 

SITUAZIONE IN CECOSLOVACCHIA E ANTEFATTI - Fin dalla metà degli anni sessanta in tutto il paese si erano percepiti segni di crescente malcontento verso il regime. Le istanze dei riformisti, il cui leader era Alexander Dubček, avevano trovato voce in alcuni elementi all'interno dello stesso Partito Comunista Cecoslovacco. Le riforme politiche di Dubček, che egli stesso chiamò felicemente "Socialismo dal volto umano", in realtà non si proponevano di rovesciare completamente il vecchio regime e allontanarsi dall'Unione Sovietica: il progetto era di mantenere il sistema economico collettivista affiancandovi una maggiore libertà politica (con la possibilità di creare partiti non alleati al partito comunista), di stampa e di espressione. Tutte queste riforme furono sostenute dalla grande maggioranza del paese, compresi gli operai. Ciononostante queste riforme furono viste dalla dirigenza sovietica come una grave minaccia all'egemonia dell'URSS sui paesi del blocco orientale, e, in ultima analisi, come una minaccia alla sicurezza stessa dell'Unione Sovietica. Per comprendere i motivi di questo allarme bisogna tener presente la collocazione geografica della Cecoslovacchia, esattamente al centro dello schieramento difensivo del Patto di Varsavia: una sua eventuale defezione non poteva essere tollerata in periodo di Guerra Fredda.

A differenza di quanto era avvenuto in altri paesi dell'Europa centrale, la presa di potere comunista in Cecoslovacchia nel 1948regime totalitario fortemente repressivo che si era espresso in maniera brutale durante le purghe staliniane e che non si era aperto dopo la morte del leader sovietico. La stessa minoranza slovacca rimaneva sottorappresentata nelle istituzioni, che accusavano sempre una distanza ideologica rilevante rispetto alle altre repubbliche popolari che avevano compiuto la destalinizzazione, Ungheria e Polonia in primis. era stata accompagnata da una genuina partecipazione popolare, e non era stata funestata, come altrove, da brutali repressioni. Le riforme sociali del dopoguerra erano avvenute pacificamente, mentre, ad esempio, in Ungheria si erano avute vere e proprie sommosse. Ciononostante la leadership guidata da Gottwald, prima, Zapotocky e Novotný poi aveva mantenuto un

 

POLITICA ESTERA DELL’URSS - La politica dell'Unione Sovietica di appoggiare ed imporre negli stati satellite solo governi di stile sovietico, usando se necessario anche la forza, divenne nota come Dottrina Brezhnev, dal nome del leader sovietico Leonid Brežnev, che fu il primo a teorizzarla pubblicamente, sebbene di fatto fosse già stata applicata fin dai tempi di Stalin. Questa dottrina fu la base della politica estera sovietica fino a quando, negli anni ottanta, sotto Mikhail Gorbačëv, fu sostituita dalla cosiddetta Dottrina Sinatra.

La dirigenza sovietica dapprima usò tutti i mezzi diplomatici possibili per fermare o limitare le riforme portate avanti dal governo cecoslovacco, poi, vista l'inutilità di questi tentativi, iniziò a preparare l'opzione militare.

 

L’INVASIONE - La stagione delle riforme ebbe bruscamente termine nella notte fra il 20 e il 21 agosto 1968, quando una forza stimata fra i 200.000 e i 600.000 soldati e fra 5.000 e 7.000 veicoli corazzati invase il paese. Il grosso dell'esercito cecoslovacco, forte di 11 o 12 divisioni, obbedendo ad ordini segreti del Patto di Varsavia, era stato schierato alla frontiera con l'allora Germania Ovest, per agevolare l'invasione e impedire l'arrivo di aiuti dall'occidente.

L'invasione coincise con la celebrazione del congresso del Partito Comunista Cecoslovacco, che avrebbe dovuto sancire definitivamente le riforme e sconfiggere l'ala stalinista. I comunisti cecoslovacchi, guidati da Alexander Dubček, furono costretti dal precipitare degli eventi a riunirsi clandestinamente in una fabbrica, ed effettivamente approvarono tutto il programma riformatore, ma quanto stava accadendo nel paese rese le loro deliberazioni completamente inutili. Successivamente questo congresso del partito comunista cecoslovacco venne sconfessato e formalmente cancellato dalla nuova dirigenza imposta da Mosca a governare del paese.

 

CONSEGUENZE DELL’OCCUPAZIONE - I paesi democratici dovettero limitarsi a proteste verbali, poiché era chiaro che il pericolo di confronto nucleare al tempo della Guerra Fredda non consentiva ai paesi occidentali di sfidare la potenza militare sovietica schierata nell'Europa centrale ed in quanto, in seguito agli accordi sottoscritti dalle potenze alleate a Yalta, la Cecoslovacchia ricadeva nell'area di influenza sovietica.

Dopo l'occupazione si verificò un'ondata di emigrazione, stimata in 70.000 persone nell'immediato e di 300.000 in totale, che interessò soprattutto cittadini di elevata qualifica professionale. Gli emigranti riuscirono in gran parte ad integrarsi senza problemi nei paesi occidentali in cui si rifugiarono.

La fine della Primavera di Praga aggravò la delusione di molti militanti di sinistra occidentali nei confronti delle teorie leniniste, e fu uno dei motivi dell'affermazione delle idee eurocomuniste in seno ai partiti comunisti occidentali. L'esito finale di questa evoluzione fu la dissoluzione di molti di questi partiti.

 

ORIGINE DEL TERMINE - Il termine Primavera di Praga fu coniato ed usato dai media occidentali quando l'evento acquistò rilevanza internazionale, e solo in un secondo tempo si diffuse anche in Cecoslovacchia.

Dieci anni dopo la Primavera di Praga passò simbolicamente il suo nome ad un analogo periodo di liberalizzazione della politica cinese, noto come Primavera di Pechino


CURIOSITA’ - Primavera di Praga è anche il titolo di una canzone (1970) del cantautore italiano Francesco Guccini su questo soggetto, contenuta nell' album Due anni dopo. Nel celebre libro di Milan Kundera, "L'insostenibile leggerezza dell'essere", la "Primavera di Praga" ha un ruolo determinante nelle vicende dei protagonisti.
 
27 Agosto 2007

MAKARONI - LA RUBRICA DELLA TV SPORTIVA



UN FISCO PER L’ESTATE “Ho bisogno di fare un’evasione fiscale, sai mica il numero di qualcuno?” (il fioretto di Giampiero Mughini su Elisabetta Canalis, “Controcampo Ultimo Minuto”)
A SILVIO Svelato il mistero del folle gesto di Baldini a Parma: Di Carlo aveva insultato la sorella di Zidane.
DOMENICA D’AGOSTO “Crisi Inter: di chi è la colpa?” (Sondaggio su Controcampo.tv, appena nato e già così misurato)
IL FATTORE CAPPA Comunque l’Inter con l’Udinese ha giocato in modo così agghiacciante che Corona ha offerto diecimila euro a Mancini per proporgli di posare da velina.
CRONISTI D’ASSALTO “Beh, possiamo dirtelo bravo?” (Biagio Maglienti intervista Niko Rosberg, Sky)
ULTRACORPI Potrebbe durare poco l’esperienza di Paolo Brosio come telecronista ultrà della Juve sul digitale terrestre di Mediaset. Brosio sarebbe risultato non sufficientemente fazioso. Per sostituirlo si fa il nome dell’arbitro Gava.
LA MIGLIORE DEL MILLENNIO “Io ho sempre cercato di portare avanti la figura di una donna che possa farsi notare non solo per l´aspetto, ma anche per le idee espresse». (Paola Ferrari, la Repubblica)
MAY GAY Apprensione nella Santa Sede alla notizia che l’uomo più veloce del mondo è Gay: il contagio potrebbe diffondersi ancora più velocemente.
SORRIDIMI QUESTO “Ecco, vediamo la lanciatrice Chiara Rosa, la nostra miss sorriso” (Alessandro Tiberti, Raisport, intanto miss sorriso santifica un lancio ben riuscito urlando vigorosamente “c**zo!”)
IL SOR CLEMENTE Problemi al San Paolo dopo che il ministro Mastella ha assistito a Napoli-Cagliari a fianco del presidente De Laurentiis: la poltrona di Mastella è misteriosamente scomparsa.
A MORATTI, PROBABILMENTE “Ranieri vuole una Juventus che faccia girare le palle” (Stefano De Grandis, 19’ di Juve-Livorno, Sky)
 
26 Agosto 2007

AMBULANZE E AUTO BLU



L’Unione Sarda riporta che le scorte dei politici sono più importanti delle ambulanze. Hanno il diritto di precedenza. Il ferito deve capire, rassegnarsi alle priorità della politica. Se va in coma sarà per la Patria.
Non è importante che il fatto descritto sia vero, è preoccupante che sia verosimile. Può succedere, succede. Le auto blu con la sirena che riportano i nostri dipendenti a casa dalle vacanze in corsia di emergenza esistono davvero. Fermatele, voi lì in coda siete di più. Chiedete al parlamentare patente e libretto. Le ragioni per la violazione del codice della strada. Vi risponderà: “Lei non sa chi sono io”. Mantenete la calma. Rispondetegli: “Un nostro dipendente”. Se insiste, prendete il numero di targa e denunciatelo per abuso di potere. Leggetegli prima i suoi diritti: “Il popolo non dovrebbe avere paura di chi governa, ma è chi governa che dovrebbe avere paura del popolo.”
I nostri dipendenti non hanno più bisogno di istruire i loro servi, è ormai un fatto naturale. L’Italia dei servizi negati e dei servi privati. Sempre con i nostri soldi.
I politici dovrebbero prendere i mezzi pubblici, come avviene negli altri Paesi, se hanno fretta il taxi. Se non lo fanno è per paura dei cittadini. Per contenere la scorta del nano milanista o della Moratti non sarebbe sufficiente un vagone della metropolitana.

DEJAN BODIROGA NELLA STORIA...

 
24 Agosto 2007

ISRAELE E PALESTINA: LE BASI DELLA PACE...



C'è un luogo dove palestinesi ed israeliani si incontrano in pace, uno spazio idilliaco condiviso da ebrei e arabi senza tabù, nè manifestazioni di odio etnico o religioso. E' un luogo virtuale ed etereo, ma appartiene pur tuttavia a questo mondo. Si materializza, secondo il giornale Yediot Ahronoth, nei siti porno israeliani, visitati anche, in una percentuale che dal 2 al 10%, da internauti di Paesi musulmani come l’Arabia Saudita, la Tunisia, la Giordania, l’Egitto Iran, Iraq, Kuwait e Terrirori palestinesi. Paesi, cioè, i cui governi, spesso, nemmeno riconoscono quello israeliano.
Un fenomeno in crescita. Tanto che i webmaster di questi servizi, con il pragmatismo e il senso degli affari che fanno parte della tradizione ebraica, si sono subito adeguati e hanno deciso di offrire video e film anche in lingua araba. Secondo Nir Shahar, manager del sito porno «Ratuv» (che in inglese sarebbe wet e in italiano umido, o bagnato, da declinare a piacere), vanno moltissimo, fra questi utenti forestieri, proprio le ambientazioni tipiche israeliane, quelle che hanno come protagoniste donne soldato, agenti donne del Mossad e poliziotte.
Il video più popolare tra i clienti arabi, ad esempio, è «Nome in codice: investigazione profonda», che mette in parodia, ovviamente a sfondo erotico, il caso Vanunu. Ed è proprio per soddisfare questa crescente domanda che Shahar ha aggiunto una versione araba al suo sito. Ricevendo molti complimenti e ringraziamenti dai «navigatori» musulmani.
E anche qualche domanda incredula, del tipo: «Ma davvero esistono le donne soldato?». Anche Gil Naftali, proprietario e operatore di un altro sito web israeliano, SexV, dice di avere fra i suoi migliori utenti «centinaia di navigatori che vivono in Paesi dove il porno è proibito».
Le statistiche dicono che su Sex V lo scorso mese si sono registrati oltre duemila contatti da Riad, la capitale dell’Arabia saudita e che sono di lingua araba il 10% dei visitatori del più popolare sito porno d’Israele, Domina, da tempo attrezzato per fornire servizi ad hoc.
Il dato è tanto più curioso e significativo se si pensa che, in molti paesi arabi i collegamenti internet con Israele sono banditi e vengono bloccati automaticamente dal server e quindi raggiungere i siti è una piccola impresa informatica.

CASO GARLASCO



La vicenda si complica...
 
23 Agosto 2007

TRA BUONISMO E PAURA



L’equazione extracomunitario-delinquenza è diventata nell’Italia del pensiero unico un dato di fatto. Il primo indiziato è sempre straniero. Questa sensazione, vera o falsa che sia, l’italiano la vive sulla sua pelle, tutti i giorni. Ai semafori con il lavavetri e il mendicante. Nei centri cittadini con i bambini per terra a chiedere l’elemosina. Nei viali con le ragazze e i ragazzi minorenni costretti a prostituirsi, una vera pedofilia di massa. Se castrassero chimicamente gli italiani che li caricano ci estingueremmo. Con i furti dei minorenni Rom alla luce del sole, alla Stazione Centrale di Milano o alla Stazione Termini di Roma. L’illegalità del povero, dello sfruttato, di chi non ha niente da perdere, dello schiavo bambino è sempre più evidente. Sempre più pesante, più opprimente. In qualunque conversazione esce dal cappello l’uomo nero nordafricano o il feroce slavo. La cronaca quotidiana è un bollettino di guerra. Stupri, omicidi, incidenti stradali.
Chi prende l’aereo, toglie giacca, cintura, orologio, tutto quello che ha in tasca, le scarpe. Si tiene i pantaloni con le mani e pensa al terrorismo. Ai clandestini che arrivano a Lampedusa dal nordafrica. Mi domandavo se erano controllati come un cittadino italiano a Fiumicino. Se fossi Al Qaeda userei i barconi, non l’aereo.
Il razzismo all’italiana cosa produrrà? Un neo fascismo? Ghetti? Pogrom? E chi alimenta questa deriva? E perchè? L’accoglienza dovrebbe avere delle regole. La prima è che chi entra deve essere accolto come un essere umano: lavoro, casa, diritti civili. La seconda è che chi entra irregolarmente commette un reato, va messo in galera. Il foglio di via con qualche giorno di tempo per lasciare l'Italia è una barzelletta che non fa più ridere. La terza è che chi commette un reato lo sconta a casa sua. L’indulto ha svuotato le prigioni da cittadini stranieri, era sufficiente un rimpatrio. A chi fa comodo questa situazione? Non agli stranieri regolari che pagano per tutti, non a chi abita nelle periferie urbane o nei pressi di campi rom abusivi. Non alla salute civica di questa nazione. Incassano i politici, la sinistra e la destra. La prima con il buonismo dei salotti, la seconda con la paura del diverso. Per loro il clandestino si pesa in voti.
 
22 Agosto 2007

UN GENIO DI NOME LEBRON JAMES



Quest'uomo promette di fare sfracelli...
 
21 Agosto 2007

UN GRANDE PROGETTO... UNA SPLENDIDA REALTA'



Il futuro del rock’n’roll? L’Orchestra di Piazza Vittorio.
È una possibilità, non uno scherzo. 15 musicisti, 11 paesi, 3 continenti, 8 lingue, e un solo direttore, Mario Tronco (Avion Travel) che, insieme al gruppo di Apollo 11, l’ha tirata su a partire da un sogno di suoni e integrazione nato in un quartiere storico di Roma, dove si respirano gli odori della città eterna mescolati a quelli di tutti i continenti. Musica che fa battere il tempo a chiunque, capace di catturare ogni gamma di orecchio, dal più raffinato al più distratto. Musica da canticchiare, da ballare, da gustare in santa pace. Blues, jazz, etnoworld? India, Africa, Latinoamerica? Tutto questo e niente di tutto questo. Una Babele che, dopo la punizione divina, si è organizzata. Un ensemble pieno di frontmen capace di far scrivere di sé dal musicologo, al sociologo, al giornalista di costume.
L’Orchestra di Piazza Vittorio è un “prodotto” senza target, è il vero pop, o meglio quello che il pop era una volta. Pop come si disse dei Beatles nei lontani anni ’60. Qualità e democrazia. L’Orchestra di Piazza Vittorio è il modello di un mondo possibile e migliore nelle orecchie: un mondo pieno di diversità in cui però i Caschi Blu timbrano il cartellino e muoiono di noia.
 
20 Agosto 2007

I PRIVILEGI DEI PARLAMENTARI... ECCO PERCHE' VA CAMBIATO TUTTO!!!



Trattamento economico

La prima voce è l'indennità, quella che nel linguaggio comune è definita "stipendio", seguono la diaria e i rimborsi: per le "spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori", per le spese accessorie di viaggio e per i viaggi all'estero, per le spese telefoniche. Completano la scheda le voci sull'assegno di fine mandato, le prestazioni previdenziali e sanitarie e sui trasporti.

Indennità parlamentare
L'indennità, prevista dalla Costituzione all'art. 69, è determinata in base alla legge n. 1261 del 31 ottobre 1965. È fissata in misura non superiore al trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate. Tale misura è stata rideterminata in riduzione dall'art. 1, comma 52, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria per il 2006). L'indennità è corrisposta per 12 mensilità. L'importo mensile - che, a seguito della delibera dell'Ufficio di Presidenza del 17 gennaio 2006, è stato ridotto del 10% - è pari a 5.486,58 euro, al netto delle ritenute previdenziali (€ 784,14) e assistenziali (€ 526,66) della quota contributiva per l'assegno vitalizio (€ 1.006,51) e della ritenuta fiscale (€ 3.899,75).

Diaria
Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa legge n.1261 del 1965. La diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili. Tale somma viene ridotta di 206,58 euro per ogni giorno di assenza del deputato da quelle sedute dell'Assemblea in cui si svolgono votazioni, che avvengono con il procedimento elettronico. È considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell'arco della giornata.

Rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori
A titolo di rimborso forfetario per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori, al deputato è attribuita una somma mensile di 4.190 euro, che viene erogata tramite il gruppo parlamentare di appartenenza. Ai deputati non è riconosciuto alcun rimborso per le spese postali a decorrere dal 1990.

Spese di trasporto e spese di viaggio
I deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale. Per i trasferimenti dal luogo di residenza all'aeroporto più vicino e tra l'aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l'aeroporto più vicino al luogo di residenza, ed a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km. I deputati, qualora si rechino all'estero per ragioni di studio o connesse all'attività parlamentare, possono richiedere un rimborso per le spese sostenute entro un limite massimo annuo di 3.100,00 euro.

Spese telefoniche
I deputati dispongono di una somma annua di 3.098,74 euro per le spese telefoniche. La Camera non fornisce ai deputati telefoni cellulari.

Assistenza sanitaria
Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 4,5 per cento della propria indennità lorda, pari a 526,66 euro, destinata al sistema di assistenza sanitaria integrativa che eroga rimborsi secondo quanto previsto da un tariffario.

Assegno di fine mandato
Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 6,7 per cento della propria indennità lorda, pari a 784,14 euro. Al termine del mandato parlamentare, il deputato riceve l'assegno di fine mandato, che è pari all'80 per cento dell'importo mensile lordo dell'indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).

Assegno vitalizio
Anche in questo caso, il deputato versa mensilmente una quota - l'8,6 per cento, pari a 1.006,51 euro - della propria indennità lorda, che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi, come previsto da un apposito Regolamento approvato dall'Ufficio di Presidenza il 30 luglio 1997. In base alle norme contenute in tale Regolamento, il deputato riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età diminuisce fino al 60° anno di età in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti. Lo stesso Regolamento prevede la sospensione del pagamento del vitalizio qualora il deputato sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale. L'importo dell'assegno varia da un minimo del 25 per cento a un massimo dell'80 per cento dell'indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.

Senza voler tirare fuori vari “privilegi” (ristorazione, trasporti, tessere varie, barbieri, dentisti ecc.) si può rilevare che l’indennità di un parlamentare che si presenta regolarmente ai lavori della Camera, ammonta a 13.679,69 €uro netti mensili. A fine mandato poi riceve un assegno (che equivale al TFR dei lavoratori dipendenti) pari a 9.409,68 €uro per anno di mandato o frazione superiore ai sei mesi, che in pratica equivalgono a circa altri 780 €uro mensili.
A questi aggiungansi i rimborsi ed indennità per spese di trasporto, telefoniche, ecc. che ammontano a circa €uro 16.390 annui, ma che essendo rimborso di costi non li si può considerare emolumenti.
A parte gli importi, che collocano i nostri parlamentari al primo posto fra i meglio pagati della Comunità Europea (e fors’anche del mondo) o il fatto che hanno diritto all’assegno vitalizio dopo 30 mesi di carica, volendo non polemizzare ci sono da dire almeno due cose:
- la prima che “E’ considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell'arco della giornata.” Per fortuna che questo, stante l’impegno in commissioni ed altro capita raramente, poiché vuol dire che con 3 ore di presenza gliene vengono riconosciute 8.
- la seconda che non è indicato nell’atto di presentazione delle paghe è che, essendo i manager pubblici gli unici lavoratori in Italia a godere della scala mobile, ed essendo l’indennità dei parlamentari legata a quella dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate, anche i parlamentari beneficiano degli aumenti derivanti appunto dalla scala mobile.

I Parlamentari Europei
L’Europa si allarga sempre più e crescono pure i parlamentari europei. Questi parlamentari percepiscono uno stipendio che viene pagato dalla nazione che rappresentano. Noi italiani anche su questo vogliamo strafare e siamo quelli che meglio paghiamo i nostri parlamentari in Europa. Anche qui siamo i primi, come primi siamo per auto blu, per debito pubblico, per imposizione fiscale e per tante nefandezze.
Gli stipendi lordi percepiti dai parlamentari europei sono questi:

Italia 149.215
Austria 105.527
Germania 84.108
Irlanda 83.706
Gran Bretagna 82.380
Grecia 73.850
Belgio 72.017
Danimarca 69.768
Olanda 66.782
Lussemburgo 63.791
Francia 63.093
Finlandia 62.640
Svezia 61.704
Slovenia 49.860
Cipro 48.960
Portogallo 48.285
Spagna 39.463
Polonia 28.056
Estonia 23.064
Malta 17.082
Repubblica Ceca 16.900
Lituania 14.196
Lettonia 12.900
Repubblica Slovacca 10.656
Ungheria 10.080

I nostri Parlamentari quindi percepiscono il doppio dei Greci, il triplo degli Sloveni, il quadruplo degli Spagnoli per arrivare a 14 volte in più degli Ungheresi. Oltre a quello stipendio hanno altri appannaggi e privilegi, come il rimborso aereo, nella classe più costosa, per loro ed i loro collaboratori e questo senza alcun obbligo di presentare documentazione. Fra le indennità e benefit vari ci sono 3.785 euro mensili per spese generali, 571 euro settimanali per spese di viaggio, 3.786 euro annui per indennità di viaggio, 268 euro giornalieri di soggiorno per i periodi in cui restano fuori sede e, ciliegina sulla torta, 14.865 euro all’anno di indennità per gli assistenti.

DA CHE PULPITO...



Della serie "Da che pulpito viene la predica". E questa volta il pulpito non è il silenzioso altare dal quale ogni domenica migliaia di sacerdoti recitano la loro omelia, ma addirittura lo scranno più alto del 'meeting' di Comunione e Liberazione di Rimini. Il Cardinal Tarcisio Bertone, numero 2 del Vaticano, ha infatti ricordato alla platea dei fanatici integralisti cattolici, più legati alle sanguinarie gesta del Papa Re che di Gesù Cristo, che "tutti devono pagare le tasse". Che i rappresentanti del clero in alta uniforme siano da sempre piuttosto restii a coniugare i verbi in prima persona non è una novità, ma che dal segretario di Stato vaticano arrivi una lezione di moralismo così spudorata è sempre qualcosa che lascia a bocca aperta. Quell'associazione a delinquere di stampo mafioso definita Chiesa Cattolica, infatti, ogni anno incassa milioni (se non miliardi) di euro tra rendite degli immobili, esenzioni fiscali e otto per mille per via di un concordato che dovrebbe imporne il silenzio sui temi politici, puntualmente non rispettato e violato con la complicità di diversi partiti politici, così come dimostrato nella giornata riminese. Divertentissima, poi, l'affermazione dello stesso Bertone che si raccomanda di "utilizzare il denaro incassato per aiutare i più bisognosi": peccato che per "bisognosi" il buon Bertone non voglia intendere le trascurate missioni africane o le parrocchie delle periferie urbane, bensì le ingorde banche vaticane ed i vari business turistici come Padre Pio e le tante Madonne che hanno iniziato a piangere un po' in tutto il mondo.
Un consiglio a tutti i cristiani come il sottoscritto: smettete di ascoltare le parole del Papa e dei preti e leggetevi i vangeli, ufficiali e non, per conto vostro; scoprirete così che il messaggio di Gesù Cristo è molto più vicino a quello di Che Guevara e Gandhi che alle stronzate che dicono Ratzinger, i cardinali e quel coglione di Casini.
Ultima considerazione: chi sa spiegarmi perché il convegno dei bigotti ciellini si svolge d'estate nella "peccaminosa" Rimini? Forse per convertire i giovani intenti a rimorchiare come ricci nelle affollate notti della riviera romagnola oppure per consentire ai giovani soldati della Militia Christi di svagarsi un po' al ritmo della musica tunz-tunz? Bah, misteri della fede...

SI TORNA AL LAVORO



Stavolta le vacanze sono davvero finite, ed anche in questo caso ci sarebbero tanti spunti che però non mi va di condividere con voi bloggers impiccioni... quindi? Beccatevi le foto nella gallery e fatevi due risate :-) ahahah!!!
 
08 Agosto 2007

L'8 SETTEMBRE TUTTI AL VAFFANCULO-DAY!!! W BEPPE GRILLO!!!



Mandiamoli a casa. Tutti quanti!!!
 
02 Agosto 2007

COCA, SESSO E UDC



Casini respinga le dimissioni di Cosimo Mele. Il primo deputato che si è dimesso per essere andato a puttane è un eroe. Invece di rubare, estorcere, mentire, corrompere ha soltanto ceduto ai piaceri della carne. Guardatelo in faccia. Uno così aveva bisogno assoluto di scopare. Due squillo e un po’ di coca all’hotel Flora sono il minimo sindacale.
Mele va tutelato. Ha difeso in passato “la nostra identità cristiana” e ha chiesto che fossero messi alla berlina i deputati cocainomani. Ha voluto sperimentare, vedere, toccare di persona. Lui c’entra, ci è entrato. Chi è senza puttana scagli la prima pietra.
Cosimo, 50 anni, lo ha ammesso: “E’ stata
un’avventuretta di una sera”. Casini che vuole un test sui parlamentari per la droga avverta prima i suoi per non creare inutili imbarazzi. Se la casa di tolleranza delle libertà è per il family day, questo episodio ne rafforza i principi.
Il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa, ha infatti commentato: "La vita del parlamentare è dura se fatta seriamente, ricca di impegni fuori casa, con tanti giorni da solo a Roma...". Umana comprensione, ed è giusto così. I familiari dei nostri dipendenti dovrebbero raggiungerli a Roma. Ricongiungersi, anche carnalmente a spese del contribuente. E tra una seduta parlamentare e l’altra andrebbe facilitata la scopata in famiglia. Con delle stanze attrezzate per l’occasione con una gigantografia dello psiconano e le cinque badanti sulle ginocchia.

IL CARBONE FA MALE... AL CERVELLO



I montaltesi difendono otto stupratori... e il Sindaco li finanzia con soldi pubblici!

MONTALTO DI CASTRO (VITERBO) -
"Anna Finocchiaro? Una talebana del c...". "Il segretario del mio partito (Piero Fassino, ndr)? E' lui che ha bisogno di me e non io di lui". Sono alcune delle frasi pronunciate dal sindaco diessino di Montalto di Castro, in provincia di Viterbo. Salvatore Carai è finito nella bufera per alcune delibere,
poi revocate, con le quali ha anticipato le spese legali a sei degli otto minorenni montaltesi accusati di aver stuprato in gruppo una quindicenne di Tarquinia. Una decisione che ha provocato una dura presa di posizione sia all'interno del Consiglio comunale da parte dell'opposizione, che ha presentato una mozione di sfiducia che è stata discussa oggi.

Durante il dibattito, si è subito capito che Carai non avrebbe mantenuto la promessa di non dire più una parola sulla vicenda, come aveva annunciato nei giorni scorsi in una lunga lettera alla stampa, con la quale spiegava i motivi della sua decisione e chiedeva scusa alla ragazza per averla involontariamente offesa. Salvatore Carai, ha invece trasformato quello che avrebbe dovuto essere il giorno della 'pietra sopra', nel giorno delle affermazioni deflagranti, destinate a rinfocolare le polemiche.

Il sindaco, in particolare, ha rivolto le sue "attenzioni" alla presidente del gruppo dell'Ulivo al Senato. Anna Finocchiaro è stata bollata come talebana, interrompendo un consigliere di An che gli ricordava la presa di posizione della Finocchiaro, che aveva definito sconcertante la decisione del Comune di Montalto. Identica la dinamica per il riferimento a Fassino, con l'opposizione che ricordava la richiesta del segretario Ds di ritirare i provvedimenti e Carai che rintuzzava sostenendo che è Fassino ad aver bisogno di lui e non viceversa.

Per il resto, Carai ha ricostruito l'intera vicenda negli stessi termini dei giorni scorsi. Ha sostenuto di aver accolto le segnalazioni delle assistenti sociali del tribunale dei minori che gli hanno chiesto di non abbandonare i ragazzi accusati di stupro, di essere solidale con la giovane che avrebbe subito la violenza, alla quale ha chiesto scusa. Il sindaco ha anche spiegato che, alla luce del clamore avuto dalla vicenda, se tornasse indietro si comporterebbe in modo diverso.

La mozione di sfiducia è stata bocciata con 11 voti contrari, quelli del centrosinistra, e 5 a favore, quelli della Cdl. Subito dopo, Carai è sceso in piazza a raccogliere gli applausi e le strette di mano dei fans che lo attendevano in piazza: un'ottantina di persone, quasi tutte donne, che avevano già inscenato una manifestazione esibendo uno striscione con la scritta "Salvatore non mollare, siamo tutti con te" e urlando lo slogan "Carai resta dove stai".

La prima reazione alle dichiarazioni di Carai è stata quella del senatore Giulio Marini (Fi), che ha espresso solidarietà alla Finocchiaro, definendo "rozze e inqualificabili" le affermazioni del sindaco. Più tardi è giunta anche la replica del portavoce di Fassino, Gianni Giovannetti, per il quale Carai, che avrebbe bisogno di "un periodo di riposo", ha dimostrato "assoluto sprezzo del ridicolo e totale mancanza di responsabilità e misura". Non è voluta intervenire, invece, Anna Finocchiaro, che si è limitata a un "no comment".

In tutta la vicenda non è mancato anche un piccolo giallo. Prima del consiglio comunale, la sezione Udc di Montalto di Castro ha diffuso una nota che prendeva le distanze dalla mozione di sfiducia e si dichiarava solidale, almeno dal punto di vista umano, con Carai. Ma subito dopo l'apertura del consiglio comunale, il segretario provinciale dell'Udc, Candido Socciarelli, sebbene fosse a Praga, telefonicamente ha spiegato che a Montalto non c'è alcuna sezione dell'Udc e quindi alcun iscritto. Perciò la nota era falsa. Socciarelli ha annunciato che presenterà una denuncia contro chi ha redatto e diffuso il comunicato.
 
29 Luglio 2007

Vacanza finita... grazie Napoli


Ed eccomi qua, tornato da una tranquilla settimana di vacanza… sì, esattamente, vacanza proprio nella concezione etimologica di assenza, vuoto… “vacatio” dicevano i latini (a Vincè, hai fatto ragioneria, mica er classico: finiscila de fa er coatto cor latino…).

Una sorta di vacanza mentale. Nessuna città fredda e straniera, nessuna voglia di scoprire il mondo. Soltanto il tenero abbraccio di una terra che conosco bene, che mi ha visto crescere, ma allo stesso tempo sufficientemente lontana da una quotidianità così difficile da ricostruire in questi ultimi mesi.

Lo so, di solito cerco di non riempire questo spazio con i cazzi miei o delle pseudo pippe mentali da malato immaginario, però questa volta voglio ringraziare una città, Napoli (e il suo hinterland…) che mi ha ospitato in quest’ultima settimana regalandomi momenti di solitudine estrema grazie ai quali ho potuto riflettere, ragionare, forse addirittura capire qualcosa, mentre allo stesso tempo mi ha dato la possibilità di (ri)scoprire persone, cose, paesaggi, emozioni di cui molto probabilmente avevo bisogno.

E allora grazie perché forse ho capito che da oggi in poi devo iniziare a lottare un po’ più per me stesso e meno per gli altri. Grazie perché ho scoperto che esiste una via di mezzo tra il cinismo più spietato e la bellezza dei rapporti umani. Grazie perché a 25 anni sono ancora in grado di imparare qualcosa di importante da un vecchio di 75 anni che non avrà studiato, non sarà acculturato, ma ha anch’egli un vissuto importante alle sue spalle. Grazie perché ho ritrovato definitivamente il mio orgoglio: perché non si pecca di arroganza se ogni tanto si spiega a sé stessi che si è capace di andare tranquillamente avanti anche da soli e che una donna non deve cambiarti né migliorarti la vita ma semplicemente aiutarti a crearne una parallela alla tua.

Grazie perché ho scoperto cos’è un “platt” (eh eh eh… roba da stilisti!!!). E graie a mia cugina per il "platt" e per tutto il resto. Grazie perché ho fatto amicizia con un simpaticone, quasi un mio alter ego pugliese dato che ascolta più o meno la mia stessa musica, ha visto i miei stessi film, ha il mio stesso look, ha le mie stesse idee politiche ma possiede un difetto: vota per i Comunisti Italiani (a Giovà, ma che me combini!!! Cmq meglio così, io devò sta sempre ‘na spanna avanti... hihihi ;-) ). Grazie perché dopo tanti anni ho rincontrato una persona che in passato, nel suo piccolo, fu molto speciale e che oggi ho scoperto essere estremamente valida oltre a rappresentare una possibile bella amicizia da coltivare.

E se il tutto è più dell’insieme delle parti, allora grazie di tutto. Aspettando un “secondo round” a metà agosto magari un po’ meno introspettivo e maggiormente votato al divertimento. O forse no… bah…

 

Post Scriptum

Il p.s. è dedicato a uno splendido episodio accaduto sabato sera a Nocera: un tipo del loco pelato, in canottiera e bermuda, con una bottiglia d’acqua in mano, esce di corsa in strada ad inveire contro un suo simile. Recitando, questi splendidi versi: “Guagliò, je tengo talmente tant solde a me fa ‘na piscina co’ cinqucento guaglione arinda ca’ patana a’ fora!!!”. FANTASTICO!!!

 
20 Luglio 2007

COGLIONE



ZAIA CHI MOLLA
(rubrica su un coglione*)

Ammette di aver spinto l'accelerato ben oltre il limite consentito. E spiega di averlo fatto per rispettare un impegno lavorativo. Sfruttando però l'occasione per rilanciare la sua battaglia politica: l'aumento del limite di velocità sulle strade. Il vicepresidente della Regione Veneto, il leghista Luca Zaia, sorpreso da una pattuglia della Polstrada a correre lungo l'autostrada A27 nei pressi di Conegliano (Treviso) a 193 chilometri l'ora, si è visto recapitare la multa da 407 euro e la notifica di ritiro della patente.
Ma il doppio colpo non ha intaccato le sue certezze. Anzi le ha rafforzate. "Bisogna assolutamente rivedere i limiti di velocità - dice il leghista - 50 chilometri l'ora nei centri abitati e 130 in autostrada sono soglie anacronistiche che vanno elevate almeno di 20 chilometri".
da Repubblica.it

Commento Se anche avessero alzato i limiti di 20 chilometri, saresti stato fuori di 43 kilometri all'ora, e ti avrebbero fatto la stessa multa con lo stesso identico ritiro della patente. Suonato.

*Nota legale: la parola "coglione" va considerata nella simpatica accezione sdoganata dall'ex presidente del consiglio
 
15 Luglio 2007

UN PROGRAMMA TUTTO DA RIDERE



Netta, chiara, inequivocabile. La posizione di Walter Veltroni sul referendum elettorale – “Lo sostengo ma non lo firmo, sennò la coalizione si spaventa” – testimonia di una svolta forse decisiva del nuovo Pd, ormai lontano mille miglia dai tatticismi della vecchia politica. Ciononostante i soliti commentatori in malafede hanno voluto cogliere una qualche ambiguità nel comportamento del vecchio Wally, che invece ha in serbo idee cristalline e univoche su ognuna delle grandi sfide cui il Paese è chiamato. Siamo in grado di anticipare le principali.
Riforma elettorale Sì al maggioritario, pur senza cancellare il fondamentale contributo democratico del proporzionale: l’elettore potrà votare un candidato solo, ma avrà facoltà di richiedere fino a 25 schede diverse. Inoltre: sì al doppio turno, pur con qualche riserva sul fatto di svolgerlo in due giorni differenti. Infine: sì ai brogli, ma no ai videofonini che li riprendono.
Pensioni Sì alla cancellazione dello scalone e alla sua sostituzione con scalini progressivi. Veltroni propone però che gli scalini siano quelli di piazza di Spagna, a Roma, da percorrere in agosto: i pensionati che riescono ad arrivare in cima ricevono la pensione. Gli altri, l’estrema unzione.
Ritiro dall’Afghanistan La posizione del nuovo partito democratico è fermissima. Nel senso che, richiesto di dire se torniamo dall’Afghanistan o no, Veltroni si finge in catalessi. Fonti bene informate sostengono però che una exit strategy sarebbe pronta: nominare mediatore Antonio Bassolino. Tempo un mese, e i talebani si arrenderanno, implorando i nostri soldati di liberarli dalla monnezza.
Tasse Il leader del Pd è decisamente per l’abolizione dell’Ici sulla prima casa. La prima casa, partendo da nord, risulta essere quella di Ugo Frendone, di Sondrio. Per tutte le altre case, l’Ici rimane.
Grandi opere Sì alla Tav secondo il modello francese. L’alta velocità si farà solo in Francia.
Criminalità Guerra aperta alla criminalità organizzata. Se proprio non si riesce a sconfiggerle, mafia, ‘ndrangheta e camorra avranno comunque l’obbligo di quotarsi in Borsa. Se quelli pagano le tasse, sai che tesoretto.
Quote rosa Veltroni è favorevole a riservare il 50 per cento dei posti alle donne. I candidati originariamente di sesso maschile che avessero nel tempo sviluppato il proprio lato femminile, tipo Vladimir Luxuria, verranno contati al 50 per cento del 50 per cento. Per calcolare la percentuale di Pecoraro Scanio il Pd varerà un apposito summit di matematici.
Protocollo di Kyoto Veltroni non vuole alimentare facili allarmismi ma intanto, per contribuire alla diminuzione dei gas serra, proporrà all’Italia una moratoria unilaterale su tutti i film di Alvaro Vitali.
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