18 Novembre 2007

ORA BASTA: SCIOGLIETE I GRUPPI ULTRAS!!!


E’ circa un mese che non scrivevo più. Cose che sono capitate sia a me che intorno mi hanno un po’ distratto dal curare questo spazio. Adesso però, voglio provare a ricominciare. E voglio farlo con una campagna che mi sta molto a cuore: tutti gli appassionati di sport, ed in particolare di calcio, devono prendere il coraggio a due mani ed iniziare una importante guerra contro gli Ultras. Quello che è successo domenica sera a Roma, quello che succede ormai da troppo tempo negli stadi italiani, deve farci capire che questi sono dei veri e proprio gruppi eversivi, associazioni a delinquere, indipendentemente dal loro credo calcistico e politico.

 

COSA SONO GLI ULTRAS – Nati intorno agli anni ’70 come imitazione del modello inglese della tifoseria organizzata, questi si distinguono dalle organizzazioni di tifo tradizionali (i cosiddetti club) perché non aderiscono ad alcun centro coordinamento (supervisionati dalle società), si muovono autonomamente e seguono una filosofia di tifo estremo, solitamente politicizzato, teso alla supremazia del proprio gruppo sia su quelli delle altre squadre, sia su gli altri gruppi ultras del proprio team di riferimento. Non importa che la squadra vinca o perda, giochi in Coppa dei Campioni o in serie D, la partita ultras si gioca sugli spalti, a colpi di cori, striscioni ma anche del contatto fisico. Lo scopo del gruppo ultrà è quello di diventare padrone dello stadio, essere il Re della curva, conquistare il “palazzo del governo” sugli spalti ed anche fuori. Che alla fine la propria squadra del cuore porti via i tre punti, è una cosa in più: l’importante è la supremazia.

 

ORGANIZZAZIONE GERARCHICA – Rispetto, onore, comando. Aggettivi che rimandano alle gerarchie militari o a quelle politiche nei regimi dittatoriali. Sono gli aggettivi che caratterizzano la filosofia e lo stile di via degli ultras. Professionisti o operai nella vita privata, in questa vera e propria organizzazione carbonara, diventano soldati arruolati per vincere la guerra domenicale che si combatte negli stadi: i capi ultras hanno nome, cognome ed un soprannome di battaglia, sono rispettati, temuti. Quando parlano loro, gli altri devono stare zitti, “altrimenti so’ botte”. Decidono i cori, gli slogan, ma questo è il minimo: fanno proseliti tra i giovanissimi, insegnano loro “la mentalità”, incominciano dai piccoli corpo a corpo negli autogrill o fuori dallo stadio per strappare un trofeo ai loro rivali (che di solito è una sciarpetta o un cappellino), li utilizzano per nascondere e introdurre allo stadio coltelli, sassi e quant’altro e pian piano li portano sulla via dell’obbedienza, del rispetto e, quindi, della violenza. Così loro faranno altri proseliti. E piano piano i risultati calcistici della loro squadra del cuore perdono d’importanza: ciò che conta è essere temuti, rispettati, ed il timore ed il rispetto, in mancanza di evidenti capacità intellettuali, si guadagnano attraverso la violenza.

 

GEMELLAGGI IMPROBABILI – Gli ultras, per sentirsi più forti, si uniscono tra di loro, ed individuano nemici comuni. Inter e Lazio, sul campo di gioco, nel corso della storia se ne sono fatti di dispetti reciproci, non ultimo lo scudetto perso dai nerazzurri all’Olimpico all’ultima giornata. Ma, come dicevamo, il risultato sportivo non conta: i gemellaggi si fanno per ideologie politiche ed interessi simili, per amicizie personali tra i capi ultrà o per sostegni riguardo questioni giudiziarie o scontri avvenuti con altre tifoserie. Il tifoso tradizionale, prima di andare allo stadio, è costretto ad informarsi prima se le due curve sono amiche o nemiche.

 

PERCHE’ SCIOGLIERLI – Ormai la situazione è insostenibile: bisogna che lo Stato consideri i gruppi Ultras come associazioni a delinquere: non tutti i mafiosi uccidono, non tutti i camorristi ammazzano, non tutti i brigatisti hanno fatto attentati. Bisogna far conto che questi gruppi sono, appunto, come la Mafia, come le Brigate Rosse o come i Nar. Chi vuole fare un gruppo organizzato, deve iscriversi al centro coordinamento come tutti i club: altrimenti sei un abusivo, un clandestino. Vi siete mai chiesti perché durante le partite della Nazionale non succede mai nulla? Perché non ci sono gli Ultras e perché non c’è una società dietro, ma la Federazione. E qui tocchiamo un altro punto fondamentale: società e business.

 

SOCIETA’ E BUSINESS – E’ inutile nasconderci che i presidenti coprono gli ultras. Sentivo dire che Lotito è l’unico ad essersi messo contro le tifoserie: beh, è semplice, perché gli Irriducibili sono talmente ben organizzati che hanno formato una Srl che gli permette di vendere gadget (senza mai usare il marchio Lazio e addirittura i colori biancocelesti, come dimostrano le sciarpe gialle e blu) e muovere un giro di denaro talmente grande che qualche anno fa, grazie all’operazione Chinaglia, stava addirittura permettendo di acquistare la società!

Insomma, la conclusione è: perseguiamo gli ultras, smantelliamo queste organizzazioni a delinquere, facciamo piazza pulita negli stadi e, finalmente, tutti potremo goderci lo sport più bello del mondo senza paura di tornare a casa con le ossa rotte!!!

 
18 Ottobre 2007

LETTERA DI UN BAMBOCCIONE



"Gentile Ministro Padoa Schioppa,
Sono un ragazzo di 26 anni. Lavoro come giornalista in un giornale di media grandezza e vivo in periferia di una grande città e, ahimè, vivo ancora a casa dei miei. L’altro giorno ho sentito le sue parole in tv, e mi sono immediatamente identificato in coloro che lei definisce “bamboccioni”, quei trentenni che lei vorrebbe “mandar fuori da casa”. Mi son detto: “Grande Ministro, Lei ha ragione”. Così mi sono così rivolto alla mia Banca per poter ottenere un mutuo.“Grande Ministro, avrò finalmente una casetta tutta mia”, ho pensato!
Guadagno 1.140 € al mese + 13esima e 14esima, le quali spalmate in 12 mesi mi garantiscono un reddito mensile di 1.330 €
Visto che la rata mutuo non può superare 1/3 dello stipendio, mi posso permettere una rata di 443 € al mese.
Con questa rata mi viene concesso un mutuo di € 85.850 Euro in 30 anni (se aspettavo un altro po’, vista l’età, non me lo concedevano un mutuo trentennale… Grande Ministro, grazie per avermi fatto fretta!)
Con il mio bel preventivo in tasca, ho deciso di rivolgermi immediatamente ad uno studio notarile, per farmi preventivare le spese che dovrò sostenere per acquistare una casa.
Dagli 85.000 € dovrò infatti togliere:
- 4.000 € circa di tasse in fase d’acquisto. "Solo” 4.000 € visto che è la mia Prima Casa! (Grande Ministro, grazie)
- 3.300 € circa di Notaio per l’acquisto
- 2.500 € circa di Notaio per il mutuo
- 3.000 € circa di allacciamenti alle utenze acqua, gas, enel
Per un totale di 12.800 € circa.
Beh… ho ancora a disposizione ben 73.050 € per la mia casetta!
La dovrò arredare, ovviamente, mica posso dormire per terra.... Mi sono rivolto così ad un mobilificio come ce ne sono tanti, per ora posso accontentarmi di una cucina, un tavolo con 4 sedie, un divano a due posti , un mobile tv, un letto matrimoniale, un armadio e due comodini… il minimo indispensabile. Mi conosco, mi saprò adattare.
7.500 € circa se i mobili me li monto io! Beh… pensavo peggio!
Ho ancora a disposizione ben 65.550 € per la mia casettina, sono sempre 130erottimilioni di una volta! (Grande Ministro, grazie!).
Entro gasatissimo in un'agenzia immobiliare, è arrivato il momento…
Con 65.550 € mi dicono che posso acquistare:
- 2 garage di 28 mq. al livello - 2 di un condominio di 16 piani
- 2 ampi locali (non comunicanti tra di loro) di mq. 21 ciascuno, nel seminterrato del condominio adiacente
Per l’abitazione più piccola ed economica - un bilocale trentennale di 55 mq. al 1° piano di uno stabile a 18/20 km dalla città - dovrei spendere 110.000 € !
Me ne torno a casa Ministro, a casa dei miei, ovviamente!
Ho fatto quattro conti: per potermi permettere quel bilocale, dovrei:
- o indebitarmi per altri 53 anni, quindi l’ultima rata la verserò finalmente a 83 anni (ammesso che ci arrivi)!
- oppure dovrei guadagnare 2.000 € al mese!
- oppure... dovrei aspettare che muoia mia nonna!!!
Grande Ministro, grazie!"
FIRMATO
Un bamboccione
 
07 Ottobre 2007

CIAO GABIBBO, ANCHE TU NEL PARADISO DEGLI ARTISTI



REGGIO EMILIA - E' morto a 44 anni in un incidente stradale nel reggiano, il chitarrista dei Modena City Ramblers, Luca Giacometti (nella foto). L'artista, alla guida della sua Clio, si è andato a schiantare contro il guard-rail al chilometro 152 dell'A1, vicino a Rubiera. L'impatto è stato così violento che Giacometti è stato sbalzato fuori dall'abitacolo ed è morto sul colpo. Sulle cause dello sbandamento che ha provocato l'incidente sono in corso gli accertamenti dalla Polizia Stradale di Modena. Giacometti, nato a Genova nel 1963, ha vissuto in Inghilterra e in Irlanda, prima di tornare a Correggio e proseguire la sua carriera di musicista in Italia. Con il nome d'arte 'Gabibbo', era entrato a fare parte dei Modena City Ramblers nel 2002 al posto di Massimo Giuntini.

Ecco il testo di una delle ultime canzoni dei Modena City Ramblers (grazie a Stefania per il suggerimento) ;-)

Lei voleva la rivoluzione, l'aspettava e diceva di no
alle mie riflessioni ed ai vari argomenti,
ai distinguo ad ai tanti però
Lei credeva in un puro ideale,
nel riscatto di tutte le masse
al compromesso borghese e alla pace sociale
opponeva la lotta di classe

Alza il pugno, alza il pugno
mia dolce rivoluzionaria
Alza il pugno, alza il pugno
non rinnego la mia vecchia strada
L'utopia è rimasta la gente è cambiata,
la risposta ora è più complicata!

Continuava a parlare d'azione
di rivolta e di proletariato
come se in questi trent'anni di storia
il mondo non fosse cambiato
Lei sognava la ribellione contro l'impero del capitale
e scuoteva la testa quando le dicevo
che servono nuove parole,
che ora servono nuove parole!

Alza il pugno, alza il pugno
Mia Dolce Rivoluzionaria Lyrics on http://www.lyricsmania.com
mia dolce rivoluzionaria
Alza il pugno, alza il pugno
non rinnego la mia vecchia strada
L'utopia è rimasta la gente è cambiata,
la risposta ora è più complicata!

Ho cercato di farle capire
ma testarda non vuole ascoltare
"pensare globale agire locale"
non è uno slogan ma una sfida vitale
Oggi Contessa ha cambiato sistema,
si muove fra i conti cifrati
ha lobby potenti ed amici importanti
e la sua arma più forte è comprarti,
la sua arma più forte è comprarti!

Alza il pugno, alza il pugno
mia dolce rivoluzionaria
Alza il pugno, alza il pugno
non rinnego la mia vecchia strada
L'utopia è rimasta la gente è cambiata,
la risposta ora è più complicata!

 
03 Ottobre 2007

VERONICA BERLUSCONI NEL PD: ORA BASTA, VERGOGNA!!!



"Non c'è nulla di strano, è una persona che stimo, con la quale ho avuto modo di discutere, è una persona con grandi curiosità culturali ed intellettuali". Walter Veltroni torna così sul suo invito rivolto a Veronica Lario, moglie del leader del centrodestra Silvio Berlusconi e affidato alle colonne del settimanale "A".
A Bari con Massimo D'Alema e Dario Franceschini per una manifestazione sul Partito Democratico, il sindaco di Roma torna così su una questione che ha stimolato la curiosità di molti. "Veronica Lario ha dei valori che - continua Veltroni - mi sembrano interessanti e attenti ai temi dei diritti civili".
Veltroni racconta di aver incontrato Lady Berlusconi in Campidoglio e di averla trovata "open minded, con la mente aperta e con una grande autonomia intellettuale". Spingendosi fino a ipotizzare il suo ingresso in un'ipotetica squadra di governo. Affermazioni che Veltroni spiega: "E' solamente una manifestazione di stima, non c'è nessuna squadra, è l'idea di un Paese civile nel quale le persone si possono stimare, possono rispettarsi e possono incontrarsi e parlare anche al di là delle appartenenze di ciascuno". E non, assicura il sindaco di Roma "un colpo basso a Berlusconi". di cui, però, si ignora la reazione. Come quella di Veronica Lario che, a quanto risulta, non ha replicato all'invito di Veltroni.
 
20 Settembre 2007

V per Vendetta



Voltaire, Robespierre, Garibaldi, Che Guevara, Gandhi? Macchè, ecco il vero ispiratore del V-Day di Beppe Grillo...

EDITORIALE DI UN IDIOTA



Mazza... MA VAFFANCULO!!!
 
18 Settembre 2007

ULTRAS SENZA RITEGNO



TORINO - Processo per direttissima e pena severa per il tifoso della Juve bloccato domenica scorsa allo stadio subito dopo aver lanciato un campo un petardo. Nicola Ravasio, 27 anni, ha patteggiato un anno con la condizionale e per tre anni non potrà assistere ad alcuna manifestazione sportiva. Il giovane è comparso questa mattina in Tribunale a Torino e, in base al provvedimento del giudice, in occasione delle partite della Juventus dovrà presentarsi alla più vicina stazione dei carabinieri.

Commento: E per la maglietta, quanto gli hanno dato?
 
17 Settembre 2007

LA SCIURA BRAMBILLA (rubrica su chi cavalca ciò che gli interessa)



"Sono giorni che il pallino della politica sembra nelle mani di Beppe Grillo. Ridicolo. Non per le provocazioni del comico agguerrito, ma per la reazione altalenante che si è vista a sinistra. C'è chi ha cercato di arruolarlo, mostrando di gradire oltre il lecito gli insulti e i (per ora) metaforici calci si sa dove. Chi invece ha provato a esorcizzarlo, dopo essere rimasto sorpreso di non trovarselo al fianco, anzi di vederselo contro invece che dalla sua parte. Qualunque sia la motivazione con cui Grillo ha inscenato questa protesta mediatica, di certo ha colto nel segno di una insoddisfazione che non ha bisogno di chiose o di commenti. Ma di politica, politica vera. E capacità di governo. L'una e l'altra da un anno e mezzo sono diventate merci introvabili in Italia. E poi si grida all'antipolitica! Macché! Gli italiani hanno voglia di partecipazione e di politica, ma hanno voglia di cambiare..."
(Michela Vittoria Brambilla, editoriale su Libero)

COMMENTO - Come dice una mia cara (e fine...) amica del nord, "l'è proprio un puttanon da gara"
 
16 Settembre 2007

"DOLCE ET DECORUM EST PRO PATRIA MORI"


 

Sono diversi giorni che la mia cara ex mi sta implorando di ospitarla nel mio blog con una delle sue digressioni da seconda grande studiosa di Bertold Brecht (la prima è la prof che le sta correggendo la tesi...). Inizialmente non volevo, poi ho letto questa (ed altre cose) ed ho rapidamente cambiato idea. Beccatevi quindi un breve parallelismo generazionale tra le opere di questo straordinario autore tedesco ed i tempi d'oggi... buona lettura


di Elena Fuganti


"Dolce et decorum est pro patria mori". Questo il titolo di un tema scolastico propinato a Brecht studente, che il poeta stravolse completamente. Infatti se traduciamo le parole di Ovidio, da cui viene la citazione, il significato è questo “E’ decoroso e dolce morire per la patria”. Bert (mi si conceda il tono confidenziale), fu un po’ indignato da questa affermazione, poiché come egli stesso scrisse: “il detto che dolce e decoroso è morire per la propria patria può essere considerato solo come propaganda per certi scopi. Il congedo dalla vita riesce sempre difficile, a letto sul campo di battaglia, ma certo più che a tutti ai giovani nel fiore degli anni. Solo teste vuote possono spingere la loro vanità al punto da parlare di un facile salto dall’altra porta, e anche questo dicono solo perché si sentono lontani dall’ altra vita.”

Come dargli torto? Certo nessuno a noi civiltà occidentale sta chiedendo di andare a morire per scopi umanitari… O forse si… e pure a me sembra che l’associazione di parole: “guerra preventiva”, “invadiamo per esportare la democrazia”, non sono poi tanto lontane da questo semplice motto scritto in una lingua… morta. Ho conosciuto tantissimi ragazzi che per disoccupazione si arruolavano militari.

Leggendo infatti questa citazione, mi sono venuti in mente strani pensieri:  i kamikaze, a cui forse la frase meglio si sposa. Eppure anche le nostre truppe, non solo quelle americane, anche quelle italiane sono impegnate in contingenti di pace, e a quanti funerali di stato in pompa magna abbiamo assistito? E se si guarda con occhi attento la cinematografia americana da cassetta, o i video musicale della fascia dei teen-agers, possiamo notare come sia rispuntata la figura del giovane soldato che parte, e lascia la moglie o la ragazza giovane, e magari con il pancione…

Io la trovo propaganda implicita. Con questo non voglio attaccare ne giudicare nessuno e solo mi chiedo quanto siamo facilmente manipolabili noi esseri umani. Guardando le immagini che ho appena citato, si prova un seno di tenerezza di pietà nei confronti del futuro militare, della donna piangente… si è portati a giustificarli. Siamo sottilmente portati a dare per buona la guerra. Eppure si muore, muoiono civili bambini giovani,vecchi, presunti terroristi,delinquenti veri, gente normale, gente qualunque, gente. Persone.

La cocente realtà e che non è cambiato niente? L’uomo è condannato a ripetere i propri errori senza da questi poter imparare?

Non voglio essere prosaica. Ma sono domande che mi pongo. La cosa che mi fa insospettire di più è che nelle scuole poco si parla o poco si cita di questo giovanile attacco rivoluzionario di Brecht. Lo si deve considerare un caso?
 
13 Settembre 2007

GUSTO DELL'ORRIDO



Tratto da 'Sardegna Oggi'
"Un barista sassarese di 29 anni, Giovanni Fois, è stato arrestato ieri sera dai carabinieri a Sassari con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di una donna di 75 anni. Secondo il racconto della pensionata, che vive sola  in un piccolo appartamento. Come hanno riportato oggi i quotidiani sardi, il giovane, intorno alle 20, con un scusa sarebbe riuscito a farsi aprire la porta e una volta in casa avrebbe prima percosso e poi violentato la pensionata.

Dopo la violenza la donna, ancora sotto choc, ha avvisato una nipote che ha chiamato i carabinieri. La vittima della violenza è stata accompagnata al pronto soccorso e proprio lì, nell'ingresso dell'ospedale, avrebbe riconosciuto il suo violentatore. Fois è arrivato, infatti, quasi contemporaneamente all'ospedale Santissima Annunziata dopo essere stato prelevato in stato confusionale all'interno di un bar dai medici del 118. Quando ha visto il giovane la donna lo ha subito riconosciuto ed indicato ai militari. Il barista è stato prima accompagnato al Comando provinciale e poi, quando dopo le visite mediche la settantacinquenne ha confermato le accusa e presentato la denuncia, è stato rinchiuso nel carcere di San Sebastiano".

OTTIMO ESEMPIO DI SEMIOTICA



E pensare che ci ho messo sei mesi per dare l'esame di semiotica tra piano della forma, del contenuto, semi e semiomi... qui è riassunto in 1 minuto e mezzo... (tratto dal film "Santa Maradona" di Marco Ponti)
 
12 Settembre 2007

SIMPATICISSIMO 2007 (rubrica sull'irresistibile impennata del motto di spirito)



"Borghezio e altri anti-islamici arrestati durante una manifestazione a Bruxelles. Prodi dispiaciuto: fossero stati almeno metalmeccanici" (Beppe Severgnini, rubrica "Passaggi" sul Corriere della sera - oh, ho detto Corriere della sera!)

Commento Ma chi dovevano essere metalmeccanici: Borghezio e gli altri anti-islamici o quelli che li hanno arrestati. Ma poi cosa ci facevano dei metalmeccanici a Bruxelles?

 
11 Settembre 2007

11 SETTEMBRE: RIAPPARE IL FANTASMA DI MEZZANOTTE



di Giulietto Chiesa (tratto da "Il Manifesto")

Ecco la
nuova apparizione dell’ectoplasma, altrimenti detto Osama bin Laden. Vigilia del sesto anniversario dell’11 settembre, puntuale come il fantasma di mezzanotte. Il direttore della Cia, che l’ha annunciato, fa sapere che è la prima prova, dal 2004, che Osama sarebbe ancora vivo. Cioè dalla famosa esternazione, a tre giorni dal voto, che contribuì non poco alla rielezione di George W. Bush. Se tanto ci dà tanto, qualche cosa sta per accadere anche in questo caso.

Tra i terroristi arrestati in Germania, quelli presi in Danimarca, il clima di un attacco contro gli Stati Uniti sembra finalmente propizio.
Proprio come aveva previsto Zbignew Bzezinski il 2 febbraio scorso parlando davanti alla commissione Difesa del senato americano.

Vedrete, aveva detto l’ex segretario alla sicurezza americano (sotto Jimmy Carter), quando sarà chiaro che Al Maliki non riesce a raggiungere gli obiettivi assegnatigli, Washington comincerà ad accusare l’Iran, poi ci sarà un attentato terroristico su grande scala, magari contro gli Stati Uniti, subito dopo il quale il presidente ordinerà l’attacco contro l’Iran. L’unica cosa che Bzezinski non aveva detto era che, per la messa in scena, sarebbe stato opportuno che riapparisse l’ectoplasma.

Il vuoto è stato riempito.

Peccato che l’ectoplasma avesse la barba un po’ troppo nera. Forse hanno esagerato con la tintura.

Per adesso tutti scrivono le notizie che fornisce la Cia e, dietro la Cia, la Cnn e così via copiando. Ma non è escluso che, anche in questo caso, si scoprirà, tra un fotogramma e l’altro, il logo della Intelservices, la ditta americana che sembra abbia l’esclusiva delle immagini di Osama bin Laden.

Vedremo, ma per intanto sarà utile ricordare che non una sola delle apparizioni del suddetto ectoplasma è stata autenticata come vera.

A partire dalla prima, qualche mese dopo la tragedia, che fu trovata misteriosamente in una cassetta in una grotta afgana, da non meglio identificati militari americani. In quel caso, come in tutti i successivi, l’intero mainstream mondiale abboccò all’amo (volentieri per altro) senza verificare, senza controllare. Proprio come questa volta. Sarebbe bastato poco, allora, per scoprire che il protagonista somigliava a Osama bin Laden più o meno come chi scrive somiglia a Magdi Allam. Il naso non era suo, gli occhi nemmeno, aveva un anello d’oro che non avrebbe dovuto, e la telecamera sembrava proprio attaccata al bavero di uno spione ficcato nel gruppo per riprendere di nascosto. E soprattutto si capiva poco di quello che stava dicendo. Vatti a fidare delle traduzioni. Forse l’aveva fatta, in quel caso, il famoso Memri, che sta a Washington, che è stato diretto da un ex agente del Mossad e che sbaglia - non certo per caso – a tradurre perfino Ahmadinejad.

Spesso, quando mi capita di dubitare delle storie che ci hanno raccontato sull’11 settembre, c’è sempre qualcuno che mi chiede, tra stupito e indignato (anche tra gente di sinistra): ma come possiamo dubitare? Lo stesso Osama bin Laden ha rivendicato di essere stato l’autore dell’attentato!

In effetti bisognerebbe prima essere certi che quello che parla è Osama. E abbiamo molte ragioni per dubitarne. Ma, anche se lo fosse, resterebbero sempre non poche questioni da risolvere. Quando parla, le rare e tempestive volte che lo fa, riesce sempre a inanellare considerazioni irrilevanti e qualche sciocchezza. Anche in questo ultimo caso: «Da noi non si pagano le tasse», avrebbe detto. Ma vi pare che, con il poco tempo a disposizione, uno che pretende di tenere in scacco l’occidente intero non sappia inventare qualche cosa di più solenne, di più ieratico?

E, se non fosse lui che parla - cosa che inclino a pensare - come mai non ha mai avuto un soprassalto di orgoglio mandando ad Al Jazeera un veemente comunicato di smentita? Invece neanche uno. Come se fosse d’accordo e stesse lasciando che gli facciano fare la parte. Solo se fosse defunto un tale comportamento sarebbe scusabile.

Ma, se fosse defunto, chi è l’autore di questo ectoplasma? Del suo vice Al Zawahiri neanche a parlarne. Quello appare molto più di frequente, ma da quando abbiamo saputo che partecipò attivamente alle vicende delle brigate islamiche che combatterono in Bosnia e in Kosovo, equipaggiate dall’Mpri (Military personnel research incorporated, filiale Cia) e, qualche anno prima, fece un giro negli Stati Uniti, accompagnato da un agente dei servizi segreti americani, per raccogliere fondi a sostegno della Jihad, abbiamo pochi dubbi che si tratti di personaggio equivoco. Agente semplice, doppio, o triplo.
E un agente che si rispetti non smentisce mai. Un po’ come il defunto Al Zerkawi, il molto temibile capo di Al Qaeda in Irak, di cui il generale George W. Casey Junior dice di aver fabbricato alcuni documenti e il comandante delle operazioni psicologiche in Irak, Mark Kimmit, dice testualmente che «il programma Al Zarkawi di operazioni psicologiche (psyop) è la campagna d’informazione meglio riuscita» (
vedi Washington Post del 10 aprile).

E come prendere sul serio il nuovo capo di Al Qaeda, tale Abu Omar al-Baghdadi, «commendatore dei credenti», se Kevin J Bergner, consigliere del presidente americano, rivela che colui che lo impersonò nel momento della sua solenne apparizione, il 15 ottobre 2006, era un attore e che «Al Qaeda in Irak e una pura mistificazione»? (New York Times, 19 luglio). Tutto si può fare, salvo credergli.

 
09 Settembre 2007

LA CASTA - RECENSIONE



ECCO A VOI LA NUOVA RECENSIONE REALIZZATA DALL'AMICO E COLLEGA VLADIMIRO:

"Sprechi, malaffare e nepotismo: la nostra classe dirigente e il lato cocacola della vita"


di Vladimiro Cotugno


Venite anche voi a visitare il fantastico mondo del governo del Belpaese: Un viaggio tra simpatiche comunità montane a livello del mare a bordo di auto blu distribuite a pioggia a qualsivoglia personalità; un mondo dove gli aerei di stato volano 37 ore ogni 24, dove lasagne e cernie costano meno di un panino dal salumiere, un mondo dove si nasconde la segreta e magica fonte che dona quello che oggi è il miraggio del lavoro: il posto fisso, perché se entri sei sistemato per sempre. Venite dove l’impossibile diventa possibile!
L’inchiesta dei due giornalisti del “Corriere della Sera”, rigorosa seppur non avvincente, ci mostra una quantità tale di sprechi, favori e nepotismi da farci riflettere: è vero che la classe dirigente di un paese è rappresentativa del paese stesso? Che politica è quella che non fa più discorsi culturali e a largo respiro, per puntare solo a raggranellare denaro e voti? Le parole degli autori appaiono eloquenti: “I partiti non hanno una vita democratica. Non promuovono la partecipazione. Sono oligarchie. Partiti personali. Senza società e senza territorio. Una casta che si sente al di sopra della società della quale si proclamano al servizio”.
L’ aneddotica trasversale dei due autori colpisce tutti i partiti, mostrando un apparato politico sempre più distaccato dai suoi referenti e sempre più lontano dal dovere morale del bene comune. Il libro è lo spaccato di una classe dirigente inadeguata, meschina, degenerata, un dossier preoccupante e tragicomico, un quadro desolante delle inefficienze della politica italiana, impietosamente confrontata con quello delle altre democrazie europee e con l’austerità e il rigore morale dei primi momenti della nostra Repubblica. Il mondo politico si è messo all’ingrasso oltre i limiti di un’umana decenza. E poi ci chiede di stringere la cinghia con le Finanziarie.
Uno dei quadri peggiori, tra tutti gli oltraggi al pudore segnalati, è quello che riguarda il nepotismo, forse il male peggiore dello stivale: una generazione di politici poco interessati a costruire una società migliore è fisiologicamente sopportabile. Errare è umano. Ma perseverare è immorale. Come definire, se non clientelismo medioevale, ciò che hanno fatto e che fanno le famiglie Gava, D’Alema, Martino, La Malfa, La Loggia, Cossutta, Russo Jervolino, Andreotti (eccezionale: nipoti e addirittura generi, come quello di Storace), Pillitteri, Craxi, Bono Parrino, Mattarella, Vizzini, Scajola, Fitto, Segni, Pecoraro Scanio, Fassino, Berlusconi, Mancini, per non dire della Mussolini? Sono solo i più conosciuti, non gli unici. E se volete andare poco lontano c’è un Di Pietro alla Provincia di Campobasso e, aggiungiamo noi, un Ruta al Comune. Figliolo, guarda, un giorno tutto questo sarà tuo.
Spaventose le sezioni del libro sulle consulenze pagate a peso d’oro dalle amministrazioni, sugli sgravi fiscali per il finanziamento ai partiti, sulle spese folli delle regioni autonome. Capitolo a parte, inoltre, l’assegnazione degli appalti pubblici ad aziende vicine alle famiglie dei politici. Spesso scartando progetti innovativi ed economici, bloccando di fatto lo sviluppo del paese: definire questi comportamenti utilizzi privati del bene pubblico appare più un eufemismo che una constatazione.
Ma è possibile che, in una apparente evoluta democrazia occidentale, tutti questi scandali passino sotto silenzio senza alcuna ribellione? Aldous Huxley, nel 1958 scrisse “Ritorno al mondo nuovo”. Analisi dell’evoluzione delle più avanzate società umane. Oggi minaccia di compiersi una delle profezie di questo libro illuminante, su come un giorno i governi e il potere non avrebbero avuto bisogno di mentire o di reprimere la libertà di stampa, semplicemente perché la denuncia dei loro scandali sarebbe caduta nel “flusso inarrestabile di distrazioni”.
Ad oggi non c’è stata alcuna denuncia contro gli autori. Ciò dimostra quanto sia vero ed inattaccabile il contenuto. Nessun politico ne parla, se non molto in generale, e si utilizza la strategia del silenzio per minimizzare lo scandalo. Leggendo le più disparate magagne commesse dalla nostra classe dirigente sembra che le redini del Paese siano tenute da tanti omini di burro: per chi non se lo ricordasse, guidava il carro di ciuchini diretto al paese dei balocchi. Indovinate chi sono i ciuchi. In palio uno stage di 6 mesi presso un’azienda a vostra scelta. Dalle 8 alle 10 ore di lavoro rigorosamente gratuite. La benzina? Un buono pasto? Ve lo pagate voi.

 
08 Settembre 2007

TERRORISMI CONTRIBUTIVI...



Stupore per il contenuto della nuova cassetta di Bin Laden: dice che da tempo vive a Londra ed è per questo che non paga le tasse in Italia...
 
07 Settembre 2007

ANCHE BIN LADEN COPIA BERLUSCONI!!!



E' sulle prime pagine dei principali siti telematici il nuovo video inviato da Bin Laden dove minaccia i soliti attacchi terroristici, bla bla bla... Tanto ormai non ci crede più nessuno... Ma il punto è che adesso, il "simpaticissimo" capo di Al Qaeda ha cominciato ad ispirarsi alle campagne elettorali italiane!!! Leggete un po' qua...

(da Repubblica.it): "Islam, niente tasse". Con un riferimento legato alla cronaca di questi giorni, il leader di Al Qaeda dice agli americani di essere a conoscenza "del peso dei vostri debiti legati ai tassi d'interesse, delle tasse assurde e dei mutui immobiliari". Poi, l'invito ad "abbracciare l'Islam" tenendo presente "che non ci sono tasse ma una limitata zakat pari a solo il 2,5%": questa una delle esortazioni contenute nel messaggio di Bin Laden. La zakat è uno dei pilastri dell'Islam ed è il versamento di una somma per beneficenza.

Ma chi sei Berlusconi? "Meno tasse per tutti...". Ora ci manca solo la bandana ed il sorriso idiota sparso per tutta la città... e chi sarebbe il numero 2 dopo la morte di Al Zawairi: Emilio Fede? Mamma mia, e pensare che un tempo i terroristi almeno avevano un contegno... Ma poi, fatemi capire, cos'è questa Zakat? Per pregare Allah oltre a non mangiare vino e maiale, bisogna pure pagare!!! Misteri della fede...
 
06 Settembre 2007

CREDO 2



p.s. e credo anche nelle bombe da tre di capitan Basile!!! Guardate che roba...

CREDO



"Credo che da te stesso non ci scappi nemmeno se sei Eddy Mercks"
 
05 Settembre 2007

L'ESERCITO DEL SURF, IL PARTITO DEMOCRATICO E JURASSIC PARK


Ci stanno bombardando di discorsi dove parlano di rinnovamento, dove chiedono di fare largo ai giovani, dove vogliono inserire le quote rosa e nei quali si riempiono la bocca con termini quali “largo alle intelligenze provenienti dalla società civile”. Niente di tutto questo, però, si vede all’orizzonte. Ad interessarsi del Partito Democratico sono sempre i soliti nomi e le solite facce, non a caso componenti dei soliti partiti. Quel che è peggio, tuttavia, è che hanno tutti (o quasi) la stessa età: dai 50 ai 60 anni.

Se il Partito Democratico, come disse Veltroni durante il suo discorso-manifesto al Lingotto, doveva essere il partito dei giovani, in Italia di politici giovani ce ne sono pochissimi. E tutti “radiocomandati”. Gli altri fanno parte di quella generazione auto-nominatasi con il titolo nobiliare di ‘Mejo Gioventù’, “quelli che hanno fatto la rivoluzione culturale, che hanno sconfitto la mentalità ottocentesca, i ragazzi del ‘68”. Insomma, un affiatato gruppo di ex-capelloni (per molti dei quali i capelli sono solo uno sbiadito ricordo…) che tra le serate al Piper e gli scontri a Valle Giulia già pensava a come fare per sedere sulle comode poltrone dei tanto odiati ‘matusa’.

Il risultato è che sono decenni, ormai, che l’ ‘esercito del surf’ imperversa lungo i corridoi dell’amministrazione pubblica del territorio e nonostante i Beatles si siano sciolti, Gianni Morandi sia diventato nonno e il cervello di Ozzy Osborne sia completamente devastato dall’eroina, loro credono di essere ancora d’attualità, tirando fuori paroloni in italiano forbito, recitando a memoria la formazione della grande Inter e, intanto, proseguendo più o meno note operazioni politiche volte a sistemare fino alla pensione, dopo i loro figli anche i loro nipoti.

Tutta l’Italia sembra soffrire di questa sorta di ‘invasione senile’ che imperversa dalla politica al mondo universitario, dai quadri dirigenziali delle grandi aziende ai vertici dell’amministrazione pubblica.

E se le ideologie di sinistra da sempre, come oggi, raccolgono al loro interno ciurme di forze fresche senza rughe sul viso, la mai sazia classe dirigente continua a proporre profili di candidati con la foto in bianco e nero sul documento: Bindi, Parisi, Marini. Jurassic Park.

Il problema grave di questo riciclaggio politico è che il Partito Democratico sta rischiando di diventare un calderone senza novità, un minestrone gigantesco che sta diventando né più e né meno la fusione di Ds e Margherita, con la vecchia Quercia che avrà il 60% delle posizioni rispetto al 40% dell’ex ala sinistra della Dc.

In tutto questo dov’è la società civile? Dove sono le altre forze del centrosinistra? Il dialogo con i Socialisti non è stato nemmeno preso in considerazione, la ‘costituzione’ è in mano ai saggi che, da saggi, stanno badando prima alle loro esigenze e poi a dare spazio a qualche viso nuovo, possibilmente di ferrea scuola tradizionale. Una politica, dunque, che ripropone sé stessa, che continua a cercare accordi piccoli e grandi in tutte le salse.

In fondo, l’auto conservazione della specie è un istinto che è stato sempre presente nella storia dell’umanità, e le liste di nomenclatura che si apprestano a presentarsi per l’appuntamento del 14 ottobre ne sono un esempio non indifferente. Come da sottovalutare la probabile esclusione delle liste civiche e del movimento di Alagna, che non è stato nemmeno preso in considerazione. Probabilmente domenica 14 ottobre i Giovani, con la ‘G’ maiuscola, avranno altro da fare, come andare allo stadio, dedicarsi ai propri interessi, leggere un buon libro, coltivare i loro sogni e le loro ambizioni, magari progettare di andare via da questa città e da questo Paese. Domenica 14 ottobre, insomma, le cabine del nuovo Pd somiglieranno ad una sorta di ospizio.

 
02 Settembre 2007

CARLO VERDONE... CHAPEAUX!!!



Ma come fate a dire che Verdone non è più quello di prima? Sempre grande...
Tratto da "Manuale d'Amore", un grandissimo attore per un film di merda.

 
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